Per anni i nostri hotspot hanno usato CoovaChilli. Oggi l’abbiamo sostituito con uspot, il captive portal pensato per l’OpenWrt moderno. Qui spieghiamo perché e come funziona il nuovo hotspot NINUX Free WiFi.
Perché abbiamo cambiato
- CoovaChilli non è più mantenuto bene su OpenWrt: il pacchetto standard non include nemmeno il componente di redirect che serve alle pagine di login di OpenWISP, per cui bisognava ricorrere a build personalizzate.
- uspot nasce per OpenWrt 22.03 e successivi: usa il firewall fw4 (nftables), il linguaggio ucode e il web server uhttpd già presenti nel sistema. Meno codice esterno, meno cose da rompere.
- È incluso direttamente nel firmware Ninux, in una variante dedicata agli hotspot.
Come funziona
- Il nodo trasmette l’SSID NINUX Free WiFi sulla banda 2.4 GHz, su una rete separata dalla LAN del proprietario.
- Quando ti colleghi, uspot intercetta la navigazione e ti manda alla pagina di accesso di OpenWISP WiFi Login Pages, dove ti registri o fai login.
- Le credenziali sono verificate dal server RADIUS di OpenWISP, che registra anche la durata delle sessioni e il traffico.
- Una volta autenticato, navighi normalmente attraverso la connessione del nodo.
Login in HTTPS, anche sul router
Le pagine di login sono in HTTPS e i browser moderni bloccano un modulo sicuro che invia dati a un indirizzo in chiaro. Per questo il portale locale del router risponde anch’esso in HTTPS, su un nome di dominio che il nodo risolve internamente verso il proprio indirizzo del captive, con un certificato valido. Un walled garden lascia raggiungibile la pagina di login prima dell’autenticazione.
Attivarlo sul proprio nodo
Non serve toccare il router: su OpenWISP basta applicare al nodo il template Hotspot uspot. Il firmware Ninux contiene già tutti i pacchetti necessari. Un solo accorgimento: sulla stessa radio va usato un solo template hotspot.
Un promemoria sulla sicurezza
Un hotspot pubblico è una rete condivisa. Va benissimo per social, messaggistica e streaming, ma per home banking e acquisti online preferisci la tua connessione o una VPN. E ricorda che Ninux è una rete comunitaria, fatta da volontari: non c’è una garanzia di servizio.
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